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Creating Knowledge: Network Structure and Innovation

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di Steve Borgatti, via Emanuele Quintarelli

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Alle due modalità appena elencate sono associate strutture di rete diverse:

  • Ricca di buchi strutturali: essere creativi significa poter accedere ad una ampia diversità di competenze ed esperienze localizzate non nel proprio cerchio di conoscenze, ma in una molteplicità di cerchi diversi. Questa caratteristica garantisce una bassa ridondanza informativa (le persone che non si conoscono l’un l’altra sanno di solito cose diverse) e viene definita betweenness (ovvero il fare da intermediario nel flusso di informazione) o presenza di buchi strutturali. Chi ha tanti buchi strutturali ha tante connessione con persone a loro volta non connesse le une con le altre (e ciò richiede un network poco denso):

  • Network densi: creare conoscenza in modo collaborativo richiede sempre eterogeneità, ma anche una interazione intensa e ripetuta possibile solamente se le persone coinvolte sono sufficientemente affini da riuscire a lavorare insieme. Questo richiede una rete più densa:

    Non solo esistono due diverse modalità di creazione della conoscenza, ma esistono anche tipologie diverse di risultati, ovvero di innovazione: l’innovazione incrementale e quella radicale.

    Se nella prima più le persone sono connesse (ma comunque detentori di competenze/conoscenze diverse) più si interagisce per innovare, per produrre innovazione radicale si deve essere un pò “più ignoranti” di quanto sappiano gli altri, in modo da poter andare lungo la propria strada, nel bene e nel male, anche coltivando e sviluppando idee fuori dal coro, senza che il contesto sociale ci influenzi. Per far questo meglio non essere troppo connessi o più precisamente essere legati in reti più sparse (meno link tra nodi) e fatte da molteplici cluster:

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