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Territorio come piattaforma per le relazioni sociali
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Le persone di talento sono soprattutto persone. Hanno avuto tre anni. Hanno avuto amori e delusioni. Hanno paura. Anno bisogno di tenerezza. Hanno qualcosa da affermare e da esprimere. Cercano anche qualcuno che riconosca quello che esprimono. Quello che li attira, li fa crescere, li valorizza è anche questione di soldi e di organizzazione, ma non è solo questione di soldi e di organizzazione. L’argomento non si può governare come un modello lineare di variabili ed equazioni: siamo in un ecosistema culturale nel quale la teoria della complessità è più adatta a spiegare i fenomeni.
Un territorio è una piattaforma di vincoli e opportunità per una società che vi dispiega i suoi legami sociali. L’accoglienza e la valorizzazione delle persone di talento è frutto di una serie complessa di dinamiche, nella quale conta l’illuminazione dei leader quanto l’equilibrio delle menti, dei corpi e degli spiriti delle persone che vivono in quel territorio.[…]Una società che vive in equilibrio dinamico con se stessa sa accogliere, una società disfatta si fa colonizzare, una società che vive in equilibrio statico non accoglie… E dunque, dove vanno i talenti a portare il loro valore? Dove crescono e restano? Dove avvizziscono?[…]Perché la biografia integrale è più importante di una specifica abilità se si vuole che la persona restituisca ciò che ha avuto da una società con un valore accresciuto. Altrimenti non facciamo che sviluppare polli di allevamento, frustrati o nomadi costantemente in cerca di un’occasione migliore.
Insomma. Un territorio si arricchisce dei suoi talenti se sa come dare a loro quello di cui hanno bisogno, ma anche (e forse soprattutto) se sa come ricevere da loro quello che essi possono esprimere.






