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Venezia, laboratorio digitale d’Italia
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Venerdì prossimo Venezia illuminerà ufficialmente col WiFi tutto il Canal Grande e molti altri luoghi strategici per la vita cittadina, comprese alcune zone di Mestre e parte del Lido. È lo snodo fondamentale del progetto di innovazione e digitalizzazione da 10 milioni di euro fortemente voluto dal vice di Massimo Cacciari, Michele Vianello.
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«Dedicheremo il 3 luglio alla Corte costituzionale francese, che ha bocciato la legislazione Hadopi perché colpisce i diritti universali dell’uomo alla comunicazione e all’espressione. Internet non è un lusso, è un nuovo grande diritto. Chi avrebbe messo in discussione in passato la costruzione di un asilo o di una scuola elementare? Bene, oggi la rete ha lo stesso valore», spiega Vianello, che che assicura di essere solo all’inizio di un importante ciclo di innovazione e di voler «alzare ancora l’asticella, proponendo la sperimentazione concreta di alcune soluzioni al piano Caio del Governo».
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Per Venezia questa è un’opportunità vitale. Venuto meno il traino dell’età industriale, la città cerca una dimensione nella società dei servizi che finora non ha ancora reso quanto sperato. Del resto, «una città che produce servizi ma non ha la rete è destinata a girare la testa all’indietro. Ora che abbiamo la rete, vogliamo creare un sistema in grado di attirare idee, talenti e attività. L’innovazione è cambiare la vita minuta di ogni giorno», dice Vianello. Primo tassello del sistema reticolare di Venezia è naturalmente la cultura: «Stiamo chiudendo un accordo di interconnessione tra la rete del Comune e le reti Garr della ricerca. Stiamo dialogando con tutte le istituzioni culturali pubbliche e private della città, a cui proponiamo di allacciarsi alla nostra rete in fibra ottica. A loro sottoporremo un grande progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale veneziano, non tanto per la conservazione quanto per la fruizione delle opere. La cultura deve tornare a essere produzione culturale».
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Si tratta potenzialmente di reinventare la cittadinanza, di ripensare il rapporto tra le persone e il territorio, di annusare le tendenze che stanno mettendo in discussione le istituzioni culturali, economiche e politiche delle nazioni più reattive. In questo Venezia si fa laboratorio d’Italia, chiamando fin d’ora a raccolta idee e persone. Il primo appuntamento è fissato per ottobre, un grande incontro tra Venezia e il mondo della rete per far conoscere ai cittadini e alle aziende locali le esperienze che fanno sognare il mondo digitale.






