Ecosistema 2.0: il Progetto Ecosistema 2.0 e' dedicato a tutti coloro che sono convinti che abitiamo un unico ecosistema aumentato che non fa salti tra reale e virtuale, in cui e' possibile vivere di piu'.

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Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessun tipo di periodicità predefinita. Pertanto, non può essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; alcuni post sono effetto di reblogging; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo all'autore.


Per tutti i contenuti pubblicati, dove non diversamente specificato, vale:


Archive

Aug
15th
Sun
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Si prosegue su ecosistema20.it

Con il cambio di piattaforma (da ning a buddypress), questo canale “Pulsar” - che era stato gia’ sospeso e integrato altrove - sara’ accessibile direttamente nel blog di ecosistema20.it

I sottoscrittori del vecchio feed non riceveranno piu’ nulla su questo canale. Su ecosistema20.it e’ possibile iscriversi a molti nuovi canali.

Il nuovo sito e’ accessibile all’indirizzo:

   ecosistema20.it

   www.ecosistema20.it

   http://www.ecosistema20.it

Al momento non viene risolto l’indirizzo: http:// ecosistema20.it




Dec
2nd
Wed
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Elinor Ostrom: dalla “tragedy of the commons” alla “terza via”

knowledgeecosystem:

clipped from ghnet.it

[…] Ostrom sviluppa il concetto introdotto da Ciriacy-Wantrup negli anni ’50, cioè che esistano beni comuni –common pool resources come pascoli alpini o foreste- per la gestione dei quali è fondamentale la presenza di una comunità che si occupi dello sfruttamento e della salvaguardia del territorio, in assenza di un’istituzione che possa vantare un diritto di proprietà su tali beni (S. Von Ciriacy-Wantrup, “Conservation and Resource Programming”, Land Economics 37 (2): 105–111).
Da qui, l’identificazione di una terza via, che si ponga come alternativa alla gestione centralizzata dei beni comuni –amministrata dallo Stato-, ma anche come superamento della gestione dei commons in un regime di proprietà privata –dettata quindi dal mercato-. […]
Governare i beni collettivi
Nella sua opera principale, Governing the Commons (Titolo italiano: E. Ostrom, “Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative della comunità”, Marsilio, 2006.), Ostrom individua otto condizioni necessarie che devono valere per un’efficace e sostenibile gestione dei beni comuni da parte delle comunità.
-    Confini ben definiti (con conseguente esclusione dalla gestione di gruppi esterni)
-    Regole condivise e adattate alle condizioni locali sull’impiego e lo sfruttamento del bene comune
-    Un ordinamento condiviso che permetta ai fruitori della risorsa di essere parte attiva nel processo decisionale
-    Una supervisione efficace da parte di figure che siano parte della comunità o da essa ritenute attendibili
-    Un sistema di sanzioni progressive per i fruitori della risorsa che violino le regole della comunità
-    Meccanismi di risoluzione dei conflitti a basso costo e di facile accessibilità
-    Un’autoregolamentazione della comunità che sia riconosciuta dalle autorità centrali di più alto livello
-    In caso di beni comuni più ampi, l’organizzazione deve essere una forma stratificata di imprese collegate, che abbia alla base un sistema di piccoli comitati locali.  
Parte del lavoro di Elinor Ostrom consiste in un ampliamento dell’applicazione della teoria dei giochi  alle scienze sociali; tramite questa, gli “attori” scoprono il vantaggio dell’azione cooperativa attraverso la sperimentazione di una serie di comportamenti autonomi che si dimostrano alla lunga inadeguati al benessere tanto dei singoli quanto della comunità.

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Dec
1st
Tue
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Uomini del contado e di città nel ‘500, Convegno a Malo e Vicenza

CONVEGNO INTERNAZIONALE

Uomini del contado e uomini di città del Cinquecento

A 25 anni dalla pubblicazione di «Dentro lo Stado Italico»

Venerdì 4 Dicembre 2009 - Malo
Sabato 5 Dicembre 2009 - Vicenza

http://www.vicenzae.org/upload/files/eventi/Prog_Conv_Malo.pdf




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Museo Casa Giorgione, Castelfranco (TV)

clipped from giorgione2010.it

Momento apicale del progetto celebrativo è la straordinaria esposizione allestita dal dicembre 2009 all’aprile 2010.

Nella città natale di Giorgione si riuniscono, per la prima volta il genio, la grandezza e il fascino delle opere giovanili del Maestro. Un excursus originale e inedito per ammirare i capolavori del primo periodo di Giorgione insieme a quelli dei grandi artisti con cui si rapportò durante la sua breve esistenza: da Giovanni Bellini a Lorenzo Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, fino a Leonardo, Raffaello e Tiziano.

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Patto Provincia e Comuni Vicentini per le Rinnovabili

clipped from vicenza.com

[…] il Consiglio Provinciale ha approvato lo scorso aprile 2009, la “Delibera quadro in materia di risorse energetiche”, individuando come prioritarie l’esigenza di sensibilizzare e informare i cittadini sulle tecniche esistenti e sulle possibilità oggi offerte in campo normativo e finanziario in tema di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’attivazione di iniziative di divulgazione rivolte agli enti locali per dar loro supporto in materia di energia.

Gli incontri che si stanno svolgendo a Palazzo Nievo hanno questi obiettivi, e nella stessa direzione si muove il Patto per le energie rinnovabili che la Provincia propone ai Comuni vicentini. Si tratta, nel dettaglio, di un impegno per i firmatari a porre in atto tutte quelle iniziative che agevolano la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, prima fra tutte la riduzione dei tempi previsti dalla legge per ottenere l’autorizzazione per la realizzazione e l’esercizio degli impianti e per l’allacciamento alla rete elettrica

In questo senso la Provincia si è già mossa, velocizzando i procedimenti di autorizzazione delle linee elettriche in media tensione, fondamentali per il collegamento degli impianti alla rete elettrica Enel.

Lo stesso impegno si chiede a tutti i Comuni che sottoscriveranno il Patto, i quali dovranno:

* ridurre i tempi previsti per effettuare le verifiche ed emettere gli eventuali provvedimenti di divieto o di invito a conformare l’impianto - esclusivamente per i procedimenti soggetti DIA;
* ridurre i tempi previsti per il rilascio dell’atto di assenso di competenza comunale qualora l’impianto da realizzare si trovi in area sottoposta a vicolo ambientale-paesaggistico;
* ridurre i tempi previsti per il rilascio dell’autorizzazione unica di competenza comunale;
* organizzare incontri con operatori economici e popolazione per far conoscere le procedure e i vantaggi derivanti dall’utilizzo di impianti di energie rinnovabili
* fare divulgazione in materia di energie rinnovabili negli istituti scolastici;
* creare uno sportello informativo per cittadini ed imprese.

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Internet Bill of Rights, di Stefano Rodota’

knowledgeecosystem:

Da un’intervista a Stefano Quintarelli, novembre 2009:

clipped from blog.quintarelli.it

E di cosa ha bisogno internet, allora?
«Stabilito che le regole già ci sono, sarebbe opportuno pensare ai principi e ai diritti che devono accomunare utenti e società presenti sulla rete. Per questo ritengo più felice l’intuizione alla base dell’Internet Bill of Rights di Stefano Rodotà, che propone di individuare dal basso – attraverso la discussione ed il confronto i diritti fondamentali, delle vere e proprie “garanzie costituzionali” di internet. Che non limitano la libertà della rete, ma puntano a mantenere le condizioni perché questa possa continuare a prosperare».

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Da un’intervista a Stefano Rodota’, ottobre 2008:

clipped from visionpost.it

Eppure in tanti restano dubbiosi. Si chiedono: non bastano le leggi dei singoli stati o i codici di autodisciplina delle aziende o quella capacità di autogoverno di cui la rete finora ha dato prova?

Le leggi degli stati si scontrano con il problema dei confini nazionali, mentre i codici di autodisciplina rischiano di lasciare il potere di regolazione solo ai privati che, anche quando si muovono con onestà, non entrano mai in conflitto con i propri interessi. Per questo ci vuole una Carta. Ci sono questioni che non possiamo lasciare solo al potere delle imprese. Lo vediamo anche con la crisi finanziaria di questi giorni. In certi casi, poi, come quello della Cina sono proprio le grandi imprese della rete che sembrano avvertire il bisogno di regole internazionali che consentano loro di prendere delle decisioni che, se lasciate solo alla logica del business, non prenderebbero.

Quali temi dovrebbero trovare spazio in un’ipotetica Internet Bill of Rights?

La protezione dei dati personali, per esempio, che è sempre stata un problema significativo ma che, dopo l’11 settembre, è diventata una questione di libertà. Il tema dell’accesso alla conoscenza che è tanto più cruciale quanto più crescono gli interessi economici sulla conoscenza e che si esprimono sotto forma di proprietà intellettuale, copyright, brevetti. Inoltre c’è il tema della libertà di manifestazione del pensiero e dell’anonimato. L’obiettivo più immediato non è tanto mettere in giro una bozza di Carta ma una prima tavola dei temi ineludibili su cui lavorare. Le dynamic coaltion, per esempio, stanno già facendo una prima selezione prendendo spunti sia dalle legislazioni nazionali e sovranazionali che dai codici dei privati. Vogliamo utilizzare tutti i contribuiti provenienti da tutte le parti possibili.

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Nov
24th
Tue
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“Caduti nella rete! (d’impresa)”, Bologna, 26 nov

clipped from fiordirisorse.eu

… “questa non è più la crisi, è il nuovo mercato!” (durante l’evento scopriremo di chi è la citazione..)

E’ la frase che da qualche tempo mi ronza nelle orecchie e che ha mosso alcuni imprenditori italiani a cercare nuovi metodi e nuove formule imprenditoriali.

Pochissimi posti disponibili (solo 90!) per il primo evento Bolognese IN AZIENDA dell’autunno 2009 all’insegna delle idee, per proseguire il discorso che abbiamo iniziato a maggio in Ikea sull’innovazione e trasferirlo ancora più concretamente nel mondo imprenditoriale, sui sistemi, sugli assetti, con testimonianze dirette di chi sta operando un cambiamento. Come ormai consueto, incontriamo le aziende del nostro territorio, conosciamo le eccellenze, ne scopriamo gli aspetti meno evidenti.

Questo mese siamo ospiti di Ducati Motor Holding, sinonimo di tradizione e innovazione; una delle aziende che meritano di certo il titolo di “portavoce di Bologna nel mondo”.

Conosceremo insieme e dialogheremo con:

Luigi Torlai - Direttore del Personale di Ducati Moto
Marco Bettini - Presidente di EmilCamion, ma soprattutto ideatore della Rete d’Impresa IS BOLOGNA che raccoglie 9 imprese del settore metalmeccanico bolognese e Presidente del Settore Metalmeccanico in Unindustria, nonchè Presidente del Consorzio per L’Energia E.I.CON
Virgilio Becucci - Direttore Sviluppo Industriale e Qualità in Brevini Riduttori, nonchè autore del libro “La disorganizzazione Aziendale”, con cui tenteremo di disinnescare i meccanismi ricorrenti all’interno delle organizzazioni con ironia ma professionalità.
Eugenio Ferrari - General Manager di Vis a Vis, rete d’Impresa modenese nel settore della moda.

Questo il programma della serata:

18.30 - Visita Guidata al Museo della Fisica in Moto
19.15 - Registrazioni
20.00 - Introduzione di Luigi Torlai,  interventi e dialogo con il pubblico
21.30 - Buffet in piedi e consueto network e scambio di biglietti da visita!

FiordiRisorse promuove e sostiene l’attività di Emergency nei territori di guerra. Sarà pertanto presente un banchetto autorizzato per raccogliere fondi a favore dell’Organizzazione.

Come sempre vi ricordiamo che ci interessa la vostra puntualità più delle vostre cravatte!

per prenotare il proprio posto: http://cadutinellarete.eventbrite.com

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Nov
21st
Sat
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Le reti socievoli. Fare ricerca nel/sul web sociale

Le reti socievoli. Fare ricerca nel/sul web sociale

Friday, November 20, 2009 from 9:00 AM - 6:30 PM (GMT+0100)

Urbino

Un cambiamento ormai evidente che si impone agli studiosi della comunicazione e della cultura contemporanea sta investendo il web, che oggi si configura sempre più chiaramente come luogo della società. Percorsi identitari, relazioni sociali e processi istituzionali, la stessa ridefinizione della sfera pubblica trovano nelle dinamiche connettive della rete Internet nuove possibilità e nuovi vincoli che si pongono come sfida conoscitiva per la ricerca e l’immaginazione sociologica.

Dopo l’esperienza di Modernity 2.0. e in attesa della prossima uscita di un volume che fa il punto sulla nostra ricerca sui social nework in rete, previsto per l’autunno 2009, il LaRiCA organizza a Urbino per il 20 novembre 2009 un convegno dal titolo Le reti socievoli. Fare ricerca nel/sul web sociale, che si struttura in una mattinata dedicata a un inquadramento teorico e metodologico della ricerca sociologica sul web sociale e in wokshop tematici focalizzati sui principali temi di ricerca, tra i quali ricordiamo a titolo esemplificativo:
-    relazioni sociali e socievolezza nei siti di social network
-    confini e attori delle nuove forme della sfera pubblica in rete
-    cultura convergente e culture partecipative online
-    pratiche di consumo produttivo nel web
-    dalle audience ai pubblici connessi
-    privacy negli spazi pubblici di rete
-    tecniche e metodi avanzati di analisi sociale per la rete internet


Programma

Venerdì 20 novembre 2009

Ore 9

Saluto e apertura lavori

Rettore dell’Università di Urbino Carlo Bo, Stefano Pivato
Preside della Facoltà di Sociologia, Bernardo Valli
Direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione. Media Linguaggi Spettacolo, Lella Mazzoli
Coordinatrice Sezione Pic-Ais, Franca Faccioli, Università di Roma La Sapienza

Ore 9,30 – 13,30

Sessione plenaria

Ore 9,30-12 - Le reti della socievolezza

Chair: Lella Mazzoli

Ore 9,45 Paolo Jedlowski, Università della Calabria
Socievolezza e sfera pubblica

Ore 10,15 Alberto Marinelli, Università di Roma La Sapienza
Socievolezza 2.0. I legami sociali nella network society

Ore 10.45 Giovanni Boccia Artieri, Università di Urbino Carlo Bo
Connessi in pubblico. Forme e pratiche della socievolezza in Rete

Ore 11,15-12 Discussione

Ore 12 - 13,30
Conversazione intorno al volume Network Effect. Quando la rete diventa pop, a cura di Lella Mazzoli, Codice Editore, 2009.


Intervengono: Mario Morcellini (Università di Roma La Sapienza), Giuliana Mandich (Università di Cagliari), Stefano Moriggi (Università di Milano)

Modera: Mario Tedeschini Lalli, giornalista Gruppo L’Espresso

Ore 13,30 -14,30

Pausa

Ore 14,30 – 18,30

Workshop paralleli

WORKSHOP 1 – FANDOM E CULTURA CONVERGENTE (AULA D1)


ore 14,30-16,30

Chair: Nicoletta Vittadini, Università Cattolica Sacro Cuore di Milano


Davide Bennato (Università degli Studi diCatania), Morte di un’icona pop. Le reazioni online alla morte di Michael Jakson

Romana Andò (Università La Sapienza, Roma), Come i social network cambiano il fandom: il caso Twitter

Ivo Germano (Università degli Studi del Molise - Campobasso), Welcome to the sport-pleasure fandom: brevi note sulla tecnosocialità sportiva

Francesca Comunello e Simone Mulargia (Università La Sapienza, Roma), “User generated gaming. Pratiche partecipative e cultura convergente nel web 2.0. Il caso Little Big Planet”

Antonio Di Stefano (Università di Roma), Oltre i confini di giudizio. Anobii e il gusto culturale

WORKSHOP 2 – LA RICERCA NEI SSN: STUDI DI CASO (AULA D1)

Ore 16,30-18,30

Chair : Mauro Ferraresi, Iulm Milano

Alex Giordano (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”), Giovanna Montera e Bianca Terracciano, L’advergame come attivatore di social conversation: il caso Boppy

Paola Panarese (Università La Sapienza, Roma), Gioco e reti social al servizio dell’impresa. L’esperienza di consumo degli utenti del Playstation Network

Luca Rossi (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), Matteo Magnani (Università di Bologna), Fabio Celli (Università di Trento), Marta Di Lascio (Università di Bologna) e Barbara Pacelli (Università di Bologna), Dinamiche comunicative e Social Network: una prima analisi empirica di FriendFeed

Marco Gui e Simone Sarti (Università Bicocca, Milano), Fare ricerca quantitativa su Facebook. Problemi metodologici e primi risultati

Gaia Peruzzi (Università La Sapienza, Roma), S.O.S CULTURA I nuovi media salveranno il teatro e le arti dal vivo?

WORKSHOP 3 - COMUNICAZIONE PUBBLICA E POLITICA E WEB SOCIALE (AULA C3)

Ore 14,30-16,30

Chair: Franca Faccioli, Università di Roma La Sapienza, Gea Ducci, Università di Urbino Carlo Bo

Rodolfo Bonesu e Stefania Vicari (Università di Sassari), Quando la comunità locale va online: il caso di Porto Torres

Alessandro Lovari e Lorenza Parisi (Università La Sapienza, Roma), Amministrazioni pubbliche in ascolto. Customer satisfaction attraverso la lente dei social network site

Giovanna Mascheroni (Università di Torino), Facebook fra partecipazione e networked individualism

Letizia Materassi (Università degli Studi di Siena), Comunicatori pubblici connessi. Una comunità di pratica on line per la Pubblica Amministrazione

Mariaeugenia Parito (Università degli Studi di Catania), Reti per la partecipazione civica: il caso di 40xVenezia e 40xCatania

WORKSHOP 4 - FORMAZIONE E LAVORO COGNITIVO NEL SOCIAL WEB (AULA C3)

Ore 16,30-18,30

Chair: Letteria Fassari, Università di Roma La Sapienza


Michele Baldassarre, Giustina Colella e Fabrizio D’Elia (Università degli Studi di Bari), ALUMNI@UNIBA. Percorsi di narrazione e analisi di vissuti

Marina Micheli (Università di Torino), Il lavoro cognitivo nel web 2.0: knowledge work e social network sites a confronto

Gabriella Taddeo (Politecnico di Torino), Digital storytelling e mash-up culturale: un approccio “2.0” all’apprendimento permanente

Andrea Volterrani e Angela Spinelli (Università Tor Vergata, Roma), Le relazioni socievoli per la formazione. Processi identitari, appartenenze comunitarie e risultati d’apprendimento

Valeria Pandolfini (Università di Genova), Relazioni sociali e interazioni asincrone: socialità e comunità nel Web

WORKSHOP 5 - LA RIFLESSIONE SOCIOLOGICA SUL WEB SOCIALE: COMUNITÀ E IDENTITÀ 1 (AULA D4)

Ore 14,30-16,30

Chair: Roberta Paltrinieri, Università di Bologna

Giovannella Greco (Università della Calabria), Il nodo delle emozioni. Appunti per una ricerca sui social network

Domenico Secondulfo (Università di Verona), Dalle reti sociali alle reti socievoli: quali strutture di relazione esprimono meglio lo “spirito”della rete?

Simone Tosoni (Università Cattolica Sacro cuore, Milano), Social Network e Internet Studies: alcune riflessioni sul ruolo disciplinare dei Social network come oggetto di studio

Alessandro Denti (IULM), L’oikos di Facebook, o il gusto vano della rete

Vincenza Pellegrino (Università degli studi di Parma ), Lo sappiamo solo noi perché non facciamo figli”: la seconda transizione demografica in alcuni blog di non-madri e le loro riflessioni sulle “verità di genere”

WORKSHOP 6 – LA RIFLESSIONE SOCIOLOGICA SUL WEB SOCIALE: COMUNITÀ E IDENTITÀ 2 (AULA D4)

Ore 16,30-18,30

Chair: Fabio Giglietto (Università di Urbino “Carlo Bo”)

Antonio Tursi (Università La Sapienza, Roma), La blogosfera: una sfera di narrazioni

Elisabetta Locatelli e Sara Sampietro (Università Cattolica Sacro Cuore, Milano), Tracce di sé in rete. I social network fra tracciare ed essere tracciati

Paolo Dell’Aquila (Università di Bologna), Dallo sport competitivo alla ricerca del sé. I mutamenti nella pratica sportiva in Italia

Simona Isabella e Gabriele Balbi (Università della Calabria), I media e il privato in pubblico: una storia (intimità e sfera pubblica)

Stefania Carulli (Università La Sapienza, Roma), Nuovi percorsi di genitorialità: il web come spazio d’incontro per le nuove famiglie


Il convegno Le reti socievoli è promosso da:
LaRiCA – Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata – Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Università di Urbino Carlo Bo
Pic-Ais – Sezione Processi e Istituzioni Culturali dell’Associazione Italiana di Sociologia

Segreteria organizzativa del Convegno

LaRiCA – Dipartimento di Scienze della Comunicazione
Università di Urbino Carlo Bo
Tel + 39 0722 305726
http://larica.uniurb.it/larica/




Nov
19th
Thu
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Manifesto per l’informazione locale

clipped from ilculturista.it

L’informazione locale è allo stato della pietra. Il panorama è composto da fossili mediatici: qualche quotidiano locale rimasto aggrappato ad una mentalità ottocentesca, affiancato da televisioni locali con palinsesti dominati dallo sport e dalle stesse notizie riportate dai giornali. Genova è un caso da manuale. In pratica si forma un unico flusso di notizie che si ripetono dal mattino alla sera, ogni giorno, ogni anno. Sempre in una sola direzione: dai giornalisti ai lettori. Nella tecnologia impiegata e nel tipo di contenuti le notizie radicate in uno specifico territorio non hanno ancora compiuto quella “media-morfosi” che sta rivoluzionando l’intero sistema della comunicazione locale. In America è già una realtà, anche economica. In Europa, specialmente in Inghilterra, la sperimentazione si sta concludendo con esiti soddisfacenti. Si chiama “iperlocalismo” (“hyperlocalism”) ed è la somma di due semplicissimi fattori. Il primo è la tecnologia della rete: un sito internet, un social network, le email, un telefonino. Il secondo sono i contenuti: cronache, iniziative, manifestazioni, disagi, viabilità, politica sublocale, criminalità, eventi, incontri, progetti. Sono i classici contenuti che circolano di bocca in bocca, in piazza, sul lavoro, per strada, nei punti di ritrovo. Sorpresa! Non c’è bisogno di invenzioni: entrambi i fattori esistono già. internet è un fenomeno di massa e per strada, o tra amici, si raccolgono tantissime potenziali informazioni. Pubblico un mio video, o un mio commento – ergo: pubblico una notizia del mio quartiere, della mia zona, della mia strada. Di più: il costo sfiora lo zero virgola zero, infinitamente più economico di una redazione giornalistica e televisiva. Ma l’informazione ufficiale è incapace di assorbire questa massa di contenuti. E’ uno spreco enorme di informazioni che coinvolgono la vita quotidiana di grandi comunità locali e sublocali, piccoli comuni, quartieri, periferie. L’iperlocalismo è la creazione di una piattaforma telematica che consente a ciascuno di contribuire segnalando informazioni che incidono sul proprio tessuto suburbano – sviluppando un complesso sistema aperto dove ogni lettore è anche un creatore dei contenuti.
[…]
di Gabriele Cuzzulini

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Nov
18th
Wed
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I4P: Internet For Peace

knowledgeecosystem:

clipped from assodigitale.it

Così il Direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for Peace: “Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale”.

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